Casi di cronaca diventati emblematici, dal delitto Casati Stampa a Willy Duarte Monteiro, battaglie sociali, ma anche i conflitti del nostro presente, a cominciare da Gaza.
Sono tanti i titoli della 20/a edizione della Festa del Cinema di Roma (15 - 26 ottobre) che guardano a fatti reali di ieri e di oggi.
È uno dei fili rossi di quest'anno, come sottolinea anche la direttrice artistica Paola Malanga: "La Festa non è una bolla rispetto a quello che sta accadendo nel mondo: abbiamo il racconto dei tanti conflitti e di fronti di guerra, ma ci sono anche la musica, la letteratura, gli scrittori, una serie di antidoti". Un richiamo diretto alla tragedia di Gaza viene dal documentario Put your soul on your hand and walk della regista iraniana Sepideh Farsi, che racconta la Striscia sotto le bombe attraverso mesi di videochiamate con la 24enne fotogiornalista palestinese Fatma Hassouna, rimasta uccisa poi lo scorso aprile durante un attacco israeliano. Sceglie la strada di una satira sulla società israeliana Ken di Nadav Lapid, con protagonista un giovane musicista jazz, Y (Ariel Bronz), abituato a frequentare le feste delle élite. L'aver accettato, dopo gli attacchi terroristici del 7 ottobre, di scrivere su commissione una canzone che incita alla distruzione di Gaza, sconvolge la sua vita. Brandon Kramer in Holding Liat racconta la vicenda di Liat Beinin Atzili, una donna israelo-americana rapita insieme al marito durante l'attacco del 7 ottobre 2023. Tarzan e Arab Nasser, nel thriller/western metropolitano Once upon a Time in Gaza, restituiscono una Gaza City ormai cancellata, quella del 2007. Restando sulle tensioni globali, in The Deal di Jean-Stephane Bron con Juliette Stevenson si raccontano i colloqui tra Usa e Iran nel 2015 per sancire un accordo sul nucleare. Ci si immerge nella realtà ucraina col documentario 2000 Meters to Andriivka di Mstyslav Chernov (premio Oscar per 20 giorni a Mariupol), che segue un plotone ucraino incaricato di percorrere una foresta disseminata di esplosivi e di liberare il villaggio di Andriivka. Affrontano le bombe anche Yulia "Cuba" e Oleksandra "Alaska", due dottoresse ucraine sulla linea del fronte di guerra, raccontate dal film non fiction Cuba & Alaska di Yegor Troyanovsky. Chiamami Don Matteo - Zuppi, il vescovo di strada di di Emilio Marrese, traccia un ritratto del presidente della Cei, dall'impegno diplomatico tra Russia e Ucraina alla quotidianità. Venendo alla cronaca, si spazia nel concorso internazionale Progressive Cinema. Per l'Italia, c'è fra gli altri, 40 secondi di Vincenzo Alfieri, con Francesco Gheghi, tratto dal libro di Federica Angeli, sulle 24 ore che hanno preceduto l'omicidio di Willy Duarte Monteiro. Andrea De Sica in Gli occhi degli altri, con Jasmine Trinca e Filippo Timi, torna a un caso di cronaca che ha avuto un enorme impatto mediatico negli anni '70, il delitto Casati Stampa, che univa il racconto di un'alta società decadente, abusi e relazioni tossiche. La camera di consiglio di Fiorella Infascelli (sezione Freestyle) con Sergio Rubini e Massimo Popolizio, racconta i 36 giorni nel 1987 della camera di consiglio del Maxiprocesso di Palermo contro la mafia. Nella serie La preside di Luca Miniero, che andrà prossimamente su Rai 1, Luisa Ranieri dà volto a un personaggio nato da Eugenia Carfaro, preside che lavora a Caivano, per il riscatto educativo e sociale dei ragazzi. Nella serie Netflix Mrs Playmen, Carolina Crescentini è Adelina Tattilo, cattolica anticonformista arrivata alla guida della prima rivista erotica italiana, decisa a sfidare il moralismo e il maschilismo dominanti. Guardando al mondo, nel film Re-Creation i registi Jim Sheridan e David Merriman, si ispirano al caso reale dell'omicidio, avvenuto nel 1996, della produttrice francese Sophie Toscan du Plantier. Belen di Dolores Fonzi, anche protagonista, esplora un fatto reale avvenuto in Argentina, il processo per infanticidio affrontato da una ragazza, Julieta, che viene difesa da un'avvocata pronta a sfidare un sistema giudiziario profondamente conservatore. Infine, fra gli altri, In Miss Carbon di Agustina Macri, Lux Pascal (sorella di Pedro Pascal) dà vita alla vicenda vera in Patagonia di Carla Antonella Rodriguez, trans e minatrice che ha lottato per i suoi diritti, sovvertendo regole e tradizioni.








