Anche i Massive Attack hanno aderito all’iniziativa “No Music for Genocide", già firmata da oltre 400 artisti fra cui Primal Scream, Kneecap, Fontaines D.C. e Amyl & The Sniffers, chiedendo alla loro casa discografica, la Universal Music Group, di rimuovere la musica della band britannica da tutte le piattaforme di streaming in Israele. «Nel 1991 in Sudafrica è finita la piaga della violenza dell’apartheid, indebolita alla lunga da boicottaggi pubblici, dalle proteste e dal rifiuto di collaborare da parte di artisti, musicisti e attori. Essere complici di quello Stato non era considerato accettabile», si legge nel post a corredo dell’annuncio ufficiale su Instagram.
I Massive Attack hanno chiesto di rimuovere la loro musica da Spotify in tutto il mondo e dalle piattaforme di streaming in Israele
La band britannica ha aderito all'iniziativa "No Music for Genocide", firmata già da oltre 400 artisti e ha anche preso posizione contro gli investimenti fatti da Daniel Ek nell'industria bellica









