Le atmosfere surreali, le suggestioni dei grandi autori del realismo magico, le inversioni temporali, gli svelamenti, la teatralità, la fantasia. Si sente il Sudamerica nelle creazioni di Contraste. L’Uruguay di Matias Perdomo, l’Argentina di Simon Press sono registi invisibili che guidano le loro visioni oniriche, come succede nel nuovo percorso che i soci hanno allestito per quattro serate speciali, tra ottobre e dicembre, nel ristorante dietro i Navigli, a Milano. Un percorso che, come prima cosa, cammina all’indietro.
Immaginato a rovescio, dalla fine all’inizio. Entrando, si viene accolti con un caloroso “Arrivederci e grazie”. Subito dopo, si riceve il conto alla cassa (attenzione, conservare: è il modo per leggere il menu). Quindi si entra in un foyer, luci basse e tendaggi rosso sangue, dal Sudamerica alla Spagna di Almodovar, vale tutto. Qui viene servito il digestivo, “Grappa o amaro?”, e questa scelta rivela già un gusto retro. Finché letteralmente si apre il sipario, le tende si scostano, appare la scena vera e propria, dove camerieri e commensali avranno tutti la loro parte da recitare.
Da qui in poi, è un menu letto al contrario, dessert – secondi – primi – antipasti, in una scenografia di una bellezza decadente e barocca, una tavolata lunghissima coperta di fiori freschi e secchi, candele, drappeggi, che si abbinano perfettamente ai decori di stucco sul soffitto. Se in un bouquet compaiono, come sospese, delle tartine da consumare più avanti, su eleganti supporti riposano palle rossastre, forse altre candele, e invece no, si riveleranno barbabietole da affettare e accostare nel piatto a funghi, granita di anguria e fonduta di Gorgonzola. Stupefacente.
