di Daniele Priorigiovedì 18 settembre 20253' di letturaLunedì sera torna in prima serata su RaiTre Lo Stato delle cose ma ad aprire la prima puntata del programma che dallo scorso anno ha segnato il ritorno in Rai di Massimo Giletti non sarà l’ex conduttore de L’arena bensì Michele Santoro. Un volto simbolo della vecchia TeleKabul cui Giletti, quanto mai calato nel suo ruolo di spirito della contraddizione, è pronto a restituire un microfono Rai in pianta stabile.

L’obiettivo cui aspira il giornalista torinese è quello di trasformare la collaborazione dell’ex conduttore di Annozero in un appuntamento fisso. Un obiettivo che Giletti ritiene possibile. «Per me questo è un passo importante» ha detto. «È la dimostrazione che questa azienda è aperta ai contributi di tutti, perché non credo che Santoro sia un fan di Meloni. Anche chi la pensa diversamente deve avere spazio in una tv pubblica. Io voglio ascoltare l’opinione di tutti e spero di riuscirci. Sono contrario alle linee guida».Giletti riparte non senza sottolineare che anche Lo Stato delle cose avrà ben sette puntate in meno «un’enormità». Per «ricucucire un po’ - ha quindi rivelato - sto pensando a degli speciali». Di una cosa, però, Giletti è certo: «Creeremo problemi e faremo rumore». Obiettivo mantenere la televisione al centro del villaggio. E questo è ancora possibile, andando a fondo delle storie, non speculando una tantum sulle storie ma seguendole. Ed ecco che allora Massimo rievoca le sorelle Napoli di Mezzojuso in Sicilia. «Ho fatto le puntate dalla piazza con i carabinieri appostati sui tetti». Quelli erano i tempi di La7 dove- entrando un po’ a gamba tesa sull’attualità - Giletti ha ricordato di essere riuscito, lui, a portare in tv la Meloni. Cosa che invece non gli è ancora riuscito in questa nuova esperienza Rai. «L’abbiamo invitata ma giustamente lei fa delle scelte. Quando sei presidente del consiglio ci sta che fai delle scelte. Noi siamo stati vivi anche senza di lei - scherza - mi piacerebbe certo averla. Ma non ho avuto né Meloni né Schlein: le donne al potere.. Evidentemente il mio fascino è decaduto» chiosa ironico il conduttore che, però, a 63 anni ha ancora assolutamente voglia di fare programmi televisivi e di farli nel suo stile fatti di viaggi, appostamenti, «stando in mezzo alla gente».