Tutte e tre le persone fermate, infatti, avrebbero violato l’articolo 3 del National Security Act e sarebbero già comparse dinanzi al tribunale di Londra. Sono state rimesse in libertà solo dietro pagamento di una cauzione. Non è, comunque, il primo caso di “proxies”, ovvero di persone reclutate da servizi segreti stranieri. Basti pensare al caso di sei cittadini bulgari, condannati per essersi messi al servizio di Putin.