Eccolo il Salone Nautico Internazionale di Genova, alla sua 65a edizione, inaugurata oggi. Il Waterfront di Levante non ancora completato ma già più visibilmente conforme al progetto di Renzo Piano – i canali navigabili con le barche ormeggiate sono uno spettacolo –, il sole e un caldo fin eccezionale, le oltre mille imbarcazioni per buona parte in acqua (sembra scontato, ma non lo è) con 123 novità e 96 anteprime (riecheggia il richiamo del presidente di Confindustria nautica ai colleghi: portate le première qui e non a Cannes) e l’orgoglio di un settore che sta andando bene. La produzione ha raggiunto il record storico degli 8,6 miliardi di fatturato, l’export vola: va all’estero il 90% di quanto costruiamo. “La nautica è un comparto che sta tirando, sta crescendo. Ha fatto nel 2024 4,3mld di export, in crescita rispetto all'anno precedente e il 2025 fino a giugno sta crescendo ancora del 10%”, come conferma Matteo Zoppas, presidente di Ice. Il biglietto da visita C’è un rito del Salone, quello dell’alzabandiera e poi del convegno di apertura. Qui, il settore parla alla politica, che risponde talvolta con discorsi “da una volta l’anno”. In realtà, le parole vanno scremate e pesate. Ha ragione il ministro Adolfo Urso quando dice, quale rappresentante del dicastero delle Imprese e del Made in Italy, che “il settore della nautica può rappresentare il biglietto da visita per tutta l'industria italiana, così come la moda lo è stata negli ultimi 30 anni”. Nella nautica secondo il ministro "c'è tutto il meglio dell'Italia, dal design al gusto all'innovazione tecnologica all'arredo". Ha ragione e il governo e la politica in genere dovrebbero fare in modo che lo possa essere. La nautica non dimentica il disastro per il settore firmato Mario Monti.
Al via il Salone Nautico, il made in Italy del mare parla alla politica
Inaugurata a Genova la 65a edizione della rassegna che “vuole diventare la n. 1 del mondo” (Bucci). Salis: una scuola dei mestieri del mare. Formenti: ecco di …













