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Francesco Battistini

Responsabile delle Finanze, «orgogliosamente omofobo», contrario alla «legittimazione dei cristiani, perché il Signore è uno», ha più volte detto che raderebbe al suolo i campi profughi e consigliato di far morire di fame e sete chi non evacua dalle zone di guerra: «Non ci sono mezze misure»

DAL NOSTRO INVIATOTEL AVIV - È così colono, lui che abita al di fuori d’una colonia, da essere fuorilegge perfino per i coloni. È così religioso, lui che è avvocato, da far prevalere la Bibbia sui codici. Odia così tanto gli arabi, da voler segregare le donne che li partoriscono e fucilarne i bambini. Detesta talmente l’Autorità palestinese di Abu Mazen, da preferirle Hamas. E questo mattatoio di Gaza, lo ispira al punto da non vedere l’ora di spianare tutto e trasformare la Striscia in «una miniera d’oro», com’è andato a dire mercoledì a una conferenza d’agenti di case: «La demolizione, la prima fase del rinnovamento di Gaza City, l’abbiamo già fatta! Ora dobbiamo solamente costruire!».

Altro che la Gaza Riviera immaginata dal real estate Netanyahu&Trump: laggiù c’è una tale «abbondanza» d’aree distrutte da fare in modo che il dopoguerra «si paghi da solo». Una «manna immobiliare». Un business plan già sul tavolo del presidente americano. Perché The Donald in persona vuole «verificarne la fattibilità». E perché, in definitiva, «abbiamo investito molti soldi in questa guerra: adesso dobbiamo solo vedere come distribuire i terreni».