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Martedì un importante tribunale colombiano, la Giurisdizione speciale per la pace (JEP), ha emesso la sua prima sentenza contro sette ex membri del segretariato militare delle FARC, una forza paramilitare che combatté contro il governo dalla metà degli anni Sessanta fino al 2016. La sentenza è relativa a crimini commessi tra il 1993 e il 2012, ed è un po’ particolare: si basa sulla giustizia riparativa, non prevede il carcere ma l’obbligo di partecipare a progetti a favore delle vittime.

Le persone processate (tra i quali c’è Rodrigo Londoño Echeverri, conosciuto come Timoshenko, che fu l’ultimo comandante delle FARC) sono state dichiarate colpevoli di vari crimini, tra cui il sequestro di oltre 21mila persone, omicidi, torture e violenze sessuali. Sono crimini molto gravi, ma nonostante questo le pene sono, tutto sommato, lievi: gli ex guerriglieri dovranno partecipare a progetti di ricerca e identificazione delle persone scomparse durante il conflitto. Dovranno anche contribuire allo sminamento, a progetti di recupero ambientale e a progetti che riguardano la memoria del conflitto, per realizzarne una storia che sia il più possibile condivisa da tutti e favorire la riconciliazione.