Venezia, 18 set. (askanews) – Sale il reddito medio dei veneti, sale la tassazione, ma nel 2024 il saldo è positivo. È il risultato dell’analisi – effettuata dal Centro Studi Sociali ed Economici del Veneto – delle dichiarazioni dei redditi effettuate agli sportelli del CAF Uil Veneto nel 2025. Ampio il campione di osservazione: 60mila le pratiche esaminate. “C’è una differenza sostanziale rispetto all’analisi di un anno fa”, spiega il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo. “Tra il 2022 e il 2023 il reddito medio era aumentato del 4,43%, ma inflazione e tassazione ne avevano annullato i benefici, con i veneti paradossalmente più poveri. Quest’anno, l’intervento del governo sul cuneo fiscale e la riforma degli scaglioni Irpef hanno dato i loro frutti. Erano misure che la Uil chiedeva da tempo, c’era stato pure uno sciopero generale con il governo Draghi. Abbiamo sostenuto questa richiesta anche con il governo Meloni, riconoscendo la bontà dell’intervento. È vero che si tratta di una misura prevista per soli cinque anni, ma ci auguriamo che possa diventare strutturale”. Tornando ai numeri, l’aumento medio dei redditi delle persone che si sono recate ai Caf della Uil Veneto è del 4,90%, con le punta massima a Padova (+5,36%) e quella minima a Verona (+3,46%). La crescita dell’Irpef lorda è stata, in media, del 2,01% (con una punta massima del +3,53% a Venezia e un dato addirittura negativo a Vicenza, -3,29%). Il conto è presto fatto: con un aumento medio del reddito di quasi il 5% e una tassazione che aumenta “solo” del 2%, nelle tasche dei contribuenti resta un 3% in più, assumendo che detrazioni e deduzioni fiscali rimangano pressocché invariate. Un piccolo segnale, ma importante.
Veneto, Uil: salgono redditi e tassazione, ma saldo positivo
Analisi su 60 mila dichiarazioni






