di Andrea Paoletti Installate spesso al posto dello specchietto retrovisore, permettono di registrare la visuale del conducente e sono utili soprattutto in caso di incidenti
Il loro utilizzo per ora � prevalentemente limitato a chi con l’auto — o altri veicoli — ci lavora, ovvero passa molto tempo a bordo, macinando chilometri tra autostrade, superstrade, tangenziali, statali e anche percorsi urbani. Sono spesso collegate a sistemi di geolocalizzazione, possono avere varie forme e vengono posizionate sia sul cruscotto che nella posizione occupata dallo specchietto retrovisore. Sono le dash cam e, come dice il nome, sono piccole telecamere che registrano tutto ci� che avviene di fronte all’auto.
Possono registrare gli incidentiLe dash cam possono funzionare non solo quando l’auto � in movimento, ma anche quando � parcheggiata, funzionando da deterrente nel caso di tentativi di furto, in quanto i video possono essere salvati nel cloud e quindi accessibili anche ad auto rubata. La maggior parte degli utenti privati che sceglie di dotarsi di uno di questi dispositivi lo fa per� principalmente per la propria sicurezza in caso di sinistro, ovvero disporre di una prova video di ci� che � avvenuto. Su questo punto per� sono necessarie delle precisazioni, la prima delle quali � che le dash cam non sono equiparabili alle cosiddette scatole nere, installate in accordo con la propria assicurazione.






