di
Fabrizio Roncone,
Il nord «rosso» della regione con il dem, il sud territorio dell’uomo di FdI. A decidere la sfida saranno le Marche «bianche», orfane del centro
DAL NOSTRO INVIATOPESARO - La forbice dei sondaggi tra Francesco Acquaroli (governatore uscente del centrodestra) e Matteo Ricci (sfidante del centrosinistra) resta sul serio stretta, il fratello d’Italia è avanti, però di pochi punti: insomma c’è partita, c’è sofferenza politica e ora vi si informa su tutto, ma intanto cominciate a non dare retta al solito stucchevole mantra, è una balla che le Marche sono il nostro Ohio, perché chi vince qui non vince poi le elezioni nazionali (senza considerare che, nelle convention dell’Ohio, il colesterolo se lo alzano ingurgitando piattoni di Cincinnati Chili, un intruglio di fagioli, formaggio, senape e cipolle, servito su spaghetti scotti: mentre da queste parti stiamo invece con sublimi piadine allo squacquerone, il che imporrà di finire il nostro racconto sulla spiaggia, già prenotato un tavolino, per dopo).
Quando saremo ormai ufficialmente dentro la vera campagna elettorale marchigiana, cominciata alle sette del pomeriggio: con comizi in contemporanea e due palchi diversi e distanti. Quello per Acquaroli ad Ancona (Meloni, Tajani, Salvini, Lupi e De Poli, leader dell’Udc, segnalati dalle agenzie come sempre felici e a braccetto, la loro specialità quando il gioco si fa duro) e quello del centrosinistra qui a Pesaro, con Matteo Ricci che cerca l’impresa. E che, adesso, prende la parola accanto a Elly Schlein e Stefano Bonaccini («Elly, ma Conte dov’è?»: e niente, i compagni pesaresi vogliono proprio guastare la festa).








