VENEZIA. Almeno un pugno. Ma c’è chi sostiene si sarebbe spinto oltre il detenuto di 55 anni che, a fine agosto, incrociando Filippo Turetta - l'assassino di Giulia Cecchettin - all’interno del carcere veronese di Montorio, si è scagliato su di lui. L’episodio è avvenuto più di 15 giorni fa, ma è stato reso noto solo oggi, dal quotidiano locale L’Arena. Turetta si trova in cella dal novembre del 2023. Da quando, dopo un tentativo di fuga in Germania durato una settimana, è stato braccato dalle forze dell’ordine, e trasferito direttamente in carcere: prima ad Halle, in Sassonia, e poi a Montorio. Inizialmente collocato nella terza sezione “protetti” - quella dedicata ai detenuti che si sono macchiati di reati di genere - nel marzo scorso, complice la nota piaga del sovraffollamento delle strutture di detenzione - è stato trasferitonella quarta sezione, che ospita detenuti comuni. Una decisione della quale era stato lui stesso a informare i suoi avvocati, Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, che, preoccupati, avevano inviato una lettera alla direzione del carcere: «Le manifestazioni di ostilità andranno ad amplificarsi. Non è possibile escludere che il clima di violenza verbale che ha accompagnato la stigmatizzazione extra processuale della pur gravissima vicenda non possa contaminare negativamente anche l’ambiente dove si trova».
Verona, Filippo Turetta aggredito in carcere: colpito con un pugno da un altro detenuto
L’assassino di Giulia Cecchettin è rinchiuso nel penitenziario di Montorio










