Dall’Italia a Capo Nord, 4400 km in 14 giorni in sella ad una Vespa del 1975: l’avventura del mallarese Massimo Frosio, 67 anni, che ha partecipato alla “Nordkapp classic raid” organizzata da RaidTribe. Un’esperienza indimenticabile, e non solo per il viaggio in sé: Frosio l’ha, infatti, affrontata in sella ad una Vespa Primavera del 1975 (la “mamma” della mitica Et3), che aveva regalato per i 18 anni dell’allora fidanzata, ed ora moglie, Antonella. E al raid, conoscendo la passione del padre, l’ha iscritto, senza dirglielo, la figlia. Frosio, istruttore in pensione dell’autoscuola Mondial di Savona, è sempre stato appassionato di moto, e ha partecipato a vari tour con moto di grossa cilindrata, «ma, al di là del valore affettivo per quello scooter, andare in Vespa è tutta un’altra storia, è un viaggiare “slow”, dove hai modo davvero di assaporare il paesaggio che ti circonda». E in 14 giorni di km ne ha macinati ben 4400, attraverso 9 Nazioni, da Arco, in provincia di Trento, raggiunto in auto, sino, appunto, a Capo Nord, nell'estremo nord dell'isola di Mageroya, in Norvegia. Innumerevoli pieni di benzina, ben 4,5 litri di olio da miscela, e tanta forza di volontà: «È stata una vera avventura, perché hai a disposizione solo una serie di indicazioni sul cellulare, con 5 punti di ritrovo, per ricompattare i partecipanti, ma in sostanza sei da solo: devi scegliere le strade, preoccuparti di dove dormire, dove mangiare, e mantenere la giusta media (circa 300 km al giorno) per raggiungere entro il giorno stabilito la meta. Lungo il viaggio con altri italiani abbiamo “fatto squadra” ed anche questo è stato entusiasmante, e prezioso nell’affrontare ad esempio 5 giorni di pioggia battente che ci ha messi a dura prova: il freddo, con una media di 3 gradi raggiungendo il nord e i vari piccoli guasti ed intoppi». Per contro, un’esperienza unica: «Dalle catene montuose ai campi infiniti di luppolo e colza; dalle grandi città, ai pascoli, alle renne che attraversavano la strada. La magia del sole di mezzanotte, e l’entusiasmo e curiosità della gente che ci vedeva sfilare». E in mezzo a tutto questo, l’affidabilità della vecchia Vespa.