Un attacco frontale alla comunità Lgbt per ribadire i dogmi e la dottrina della Chiesa, quella con la C maiuscola che "nessun Papa potrà mai cambiare". Il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, prefetto emerito della Dottrina della Fede e rappresentante dell'ala più conservatrice del clero, approfitta di una cerimonia nel paesino molisano di Belmonte del Sannio per accusare di "propaganda" la comunità Lgbt che nei giorni scorsi ha attraversato la Porta Santa a piazza San Pietro. Ma anche per ribadire che "gli atti sessuali sono un peccato mortale".

Bandierine bianche e gialle ovunque hanno accolto il cardinale, accompagnato con un'auto molto piccola per sfidare le strettoie dei vicoletti del borgo da 650 anime in provincia di Isernia, che oggi ha deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria. Confidandosi con l'ANSA, il cardinale ha voluto sottolineare che "gli atti omosessuali sono un peccato mortale, e per questo si deve rifiutare questa politica, che alcuni fanno, entrando nella Porta Santa per fare la propaganda per se stessi e non per ricevere la penitenza con un cambio di vita". "Dio ha benedetto, secondo il Libro della Genesi, il matrimonio tra uomo e donna, non si può benedire il peccato", ha detto parlando della 'Fiducia supplicans', la dichiarazione approvata anche da papa Francesco sulla benedizione delle coppie omosessuali.