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Floriana Rullo

Lo sfogo del meteorologo torinese: «Gli eventi estremi visti come fake news, il cambiamento climatico come propaganda. Complottismo e pseudoscienza mi obbligano a sospendere i commenti. Ma è una sconfitta per tutti»

«Ogni volta che pubblico un aggiornamento meteorologico si scatenano insulti e minacce. Se si scrive del cambiamento climatico poi non ne parliamo. Nonostante tutto si basi su dati scientifici sul web non si fa altro che denigrare il lavoro della comunità scientifica. Mi chiedono se sono legato ai poteri forti, mi dicono che sono tutte falsità inventate perché pagati per accontentare il mondo della politica. Sono stanco». Andrea Vuolo, meteorologo torinese che sui social si occupa della pagina Meteo in Piemonte, un punto di riferimento per migliaia di cittadini: dall’1 gennaio 2025 ha sfiorato le 70 milioni di visualizzazioni, un dato che fotografa quanto la meteorologia sia entrata nel quotidiano e nel dibattito pubblico. E politico. Con conseguenze estreme.

Stop ai commenti«Ormai è un proliferare di affermazioni del tutto fuori luogo e spesso denigratorie - dice Vuolo -. Tanto che anche la Società Meteorologica Italiana ora blocca i commenti. Dietro i numeri che fanno i miei post ci sono ore di lavoro volontario, aggiornamenti in tempo reale, rilevazioni da reti di stazioni semi-professionali mantenute con cura. Ciò che fa più male? Dietro gli insulti ci sono albergatori, medici, istruttori di sci. Persone che potrebbero essere i miei genitori ma che dietro una tastiera si sentono forti».