Marco Cappato ha deciso di aiutare l'anziano ligure che soffre di una patologia degenerativa irreversibile e ha lanciato sui social una chiamata a tutti i volontari

La sede di Asl1 a Bussana

Imperia – Fabrizio (nome di fantasia, ndr) non parla e non si muove più. La sua vita, a 79 anni, è un calvario. La malattia del motoneurone, patologia neurodegenerativa progressiva che colpisce i muscoli, gli ha tolto la possibilità di camminare, ridere, abbracciare. Comunica a fatica con un tablet e ha bisogno di continua assistenza. Convive con dolori insopportabili. Il suo corpo è come se non gli appartenesse più. Per questo a febbraio ha chiesto di accedere alle procedure per il fine vita. Per decidere per sé. Ma questa possibilità, al momento, gli è stata negata. Della questione si è fatto carico un consigliere regionale, il ventimigliese Enrico Ioculano (Pd), che ha chiesto l’accesso agli atti della commissione medica che ha ritenuto il caso non idoneo. Spronando la Regione a fornire il numero delle richieste presentate in Liguria. E a intervenire con una legge regionale.

La storia di Fabrizio viene seguita dall’Associazione Luca Coscioni, in prima linea in Italia affinché sia garantito un diritto ai malati secondo quanto previsto dalla Corte costituzionale. In attesa che il Parlamento legiferi. Ma i tempi di politica, giustizia o burocrazia spesso non sono compatibili con le sofferenze dei malati. Fabrizio, riferisce l’associazione, a maggio ha ricevuto il diniego della commissione medica. Secondo il servizio sanitario della Regione non dipende da alcun trattamento di sostegno vitale. Fabrizio si è opposto. Dopo le nuove visite a luglio, non sono arrivate altre risposte.