Una zona impervia, difficile da raggiungere, tra i boschi in località Sitizzo tra le montagne del Gargano, Monte Sant'Angelo. E' lì che i carabinieri hanno ritrovato in nottata il corpo senza vita di Leonardo Ricucci, 38 anni, assassinato con più colpi di arma da fuoco, con ogni probabilità fucile, che lo avrebbero raggiunto in più parti del corpo. L'omicidio risalirebbe a qualche ora prima rispetto al ritrovamento del cadavere, con ogni probabilità alla tarda serata di ieri. A dare l'allarme alle forze dell'ordine, a quanto si apprende, sono stati i familiari allarmati dal mancato rientro a casa dell'uomo, sposato e padre di due figli.

Stando alle prime indiscrezioni si sarebbe recato nella sua masseria in località Sitizzo già in mattinata. Il suo corpo era riverso in auto raggiunto dalle fucilate. Sembra, dalla dinamica, un agguato in piena regola. Il nome di Leonardo Ricucci, fornaio che lavorava nel forno di famiglia nella cittadina garganica con la passione per le tradizioni locali del paese (ci sono alcune foto che lo ritraggono in abiti d'epoca ndr) non compare in alcuna inchiesta sulla mafia del Gargano.

Era un volto conosciuto alle forze di polizia per via di alcuni precedenti, uno dei quali risalente nel tempo. Nell'estate del 2013 venne arrestato, aveva 26 anni, perchè staccò a morsi parte dell'orecchio di un agente di polizia libero dal servizio che intervenne in zona garganica per sedare una rissa stradale. Era nipote di Pasquale Ricucci, assassinato nel novembre del 2019, volto noto alla cronache Foggiane, ritenuto, allora, dagli investigatori al vertice del clan Lombardi Ricucci La Torre da sempre in lotta con il clan dei montanari dei Li Bergolis Miucci. Il nome di Pasquale Ricucci ricorre in molte delle inchieste sulla mafia del Gargano. Al lavoro per ricostruire la dinamica e capire cosa ci sia dietro questo omicidio ci sono i carabinieri coordinati dai magistrati della procura di Foggia.