STURGIS - Hot Springs, Deadwood, Rapid City, Cheyenne sono tutte cittadine che hanno fatto da palcoscenico, verso la fine del 1800, a personaggi mitici come Wild Bill Hickock, che uccise più di 35 avversari in duello, come Calamity Jane, pistolera innamorata di Wild Bill e come lo stesso generale Custer che perse la vita proprio qui, nella battaglia di Little Big Horn. Da oltre cinquant'anni, nei primi dieci giorni di agosto, qualunque strada si prenda da queste parti, ci si accoda a una fila interminabile di motociclisti provenienti da ogni angolo del globo, che hanno fatto chilometri e chilometri con il vento in faccia per arrivare qui a Sturgis, in South Dakota Usa, al più grande raduno del mondo: il "Black Hills Classic Rally", la più grande concentrazione di Harley Davidson mai vista, un'esperienza unica che vale la pena di essere vissuta anche se non si ha la passione per le grandi bicilindriche americane.
È una specie di Apocalisse, una sorta di inferno dantesco, reso assai più tumultuoso da un'onda anomala di motociclette che piombano sulla città con il loro rombo. Mezzo milione di Harley arrivano qui, in questa cittadina tranquilla che per undici mesi l'anno è abitata da non più di cinquemila persone. Se fosse possibile osservarla dall'alto, Sturgis, nei giorni del rally, sembrerebbe un immenso formicaio nel quale, da tutte le strade circostanti, giungono colonne compatte, in perenne movimento, di formiche in fila indiana.






