Il provvedimento del Papa gli è stato consegnato martedì mattina in carcere: il diacono permanente Alessandro Frateschi è stato dimesso dallo stato clericale.

Non potrà più insegnare religione, tenere omelie, parlare a nome della Chiesa. La decisione, emanata dal Papa in persona, non è appellabile.

La decisione della Santa Sede arriva con l'ex diacono già condannato in primo grado dalla giustizia italiana. A fine 2024 i giudici hanno deciso per lui una condanna a dodici anni; a fine novembre dovrebbe cominciare l'appello.

Sul versante della Chiesa arriva dunque la prima decisione (o almeno la prima resa nota ufficialmente) di Papa Leone che è drastica e senza appello. L'ormai ex diacono è accusato di avere commesso abusi sessuali a danno di cinque minori, in un periodo compreso tra il 2018 e gennaio 2023. Nel caso specifico il Dicastero per la Dottrina della Fede, competente in materia, "vista la gravità e il manifesto compimento dei delitti da lui commessi ha deciso di deferire la decisione direttamente al Sommo Pontefice".

Le vittime che accusano il chierico - ricorda la diocesi di Latina - sono tre suoi alunni presso un istituto superiore di Latina, dove Alessandro Frateschi aveva un incarico annuale come insegnante di religione cattolica; c'è poi un minore che gli era stato dato in affidamento mentre il quinto ragazzo è il figlio di amici di famiglia.