Al circolo NET Riviera Sport Village a Gambarare di Mira si nasconde un giovane tennista classe 2010, che da oltre un anno frequenta l'Accademia del campione veneziano Matteo Viola, ex numero 118 al mondo. Il suo nome è Noah Graber ed è nato a San Candido, a soli 8 km da Sesto di Pusteria, cittadina già nota alla cronaca tennistica per aver dato i natali a Jannik Sinner. «Lo conosco, l'ho visto più volte in giro per Villabassa - Il paese dei nonni di Noah e di Jannik - Nei paesi di montagna tutti conoscono tutti». Noah è orgoglioso di avere le stesse origini del campione italiano e ci assomiglia davvero molto, se non altro per la sua indole di grande lavoratore. Da piccolo Noah aveva anche partecipato a qualche stage con Max Sartori e Riccardo Piatti, coloro che hanno scoperto il talento dell'attuale numero 2 al mondo. E qualche giorno fa ecco arrivare i primi successi nelle categorie senior: due titoli di terza categoria in soli due giorni. Il giovane Graber, attualmente di classifica 3.4, ha battuto domenica 31 agosto sui campi del NET, il 3.3 Lorenzo Eleuteri del TC Mestre 6-4 6-3, mentre il giorno precedente aveva superato Luca Tombolato al torneo di Padova Est.

A 15 anni Noah ha uno stile di prim'ordine, fatto di rovesci ad una mano molto insidiosi, oltre ad una battuta ed un diritto già interessanti; tutti colpi su cui Viola sa come lavorare. «Noah ha un talento naturale al tennis - racconta il suo maestro - Colpisce la palla in modo già molto importante, anche nel servizio». Matteo Viola lo definisce scherzosamente un 'montanaro doc', un ragazzo dal carattere gentile, umile e solare. Detta in dialetto veneziano «È proprio un bravo toso, che si fa voler bene da tutti». Sottolinea l'ex 118 del mondo. «Siamo fieri di lui, non tanto per questi ultimi risultati, ma proprio per come è nella vita di ogni giorno». Fino ad un anno fa Noah si allenava a Monguelfo, in un circolo tennis tra Brunico e San Candido. «Poi durante una vacanza a Jesolo sono venuto a contatto con lo staff del Net Riviera - è lo stesso altoatesino a raccontarlo - Una giornata di prova il 29 agosto in cui mi sono trovato benissimo e da quel momento è partito tutto. Mi piace essere qui. Mi alleno ogni giorno e si fa davvero un buon lavoro. Mi sento come in una grande famiglia». Papà Martin e mamma Johanna sanno che loro figlio è in mani sicure. Allenamenti e tornei, una vita dedicata al tennis, proprio come il suo famoso conterraneo.