MONTEBELLUNA (TREVISO) - A distanza di oltre tre anni dai fatti, la Procura dei minori di Venezia ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per lesioni aggravate nei confronti del 17enne (all'epoca dei fatti, ndr) che, al culmine di una lite tra ragazzini, aveva lanciato una freccetta contro il rivale, un 21enne, che si era conficcata nella tempia. Il giovane, difeso dall'avvocato Luigi Torrisi, sembrava aver reagito in maniera spropositata al rifiuto della vittima di dargli una sigaretta. C'è voluto più di un anno, durante l'interrogatorio con il pm chiesto dalla difesa, per portare a galla le vere ragioni di quel gesto: un episodio di molestie sessuali avvenuto 11 anni prima.

La scioccante verità, come detto, era venuta alla luce nel corso dell'interrogatorio davanti al pubblico ministero Giulia Dal Pos, del Tribunale dei minori. «Mi sono reso conto di aver sbagliato e che il mio gesto non ha risolto nulla. Ma ho vissuto come un'ingiustizia il fatto di non aver ricevuto nessuna forma di giustizia» aveva detto il 17enne. Quel 30 giugno del 2022, alle 18, il 17enne si era avvicinato al 21enne con il volto travisato da un foulard, gli aveva sferrato un pugno e aveva tirato fuori dalla tasca la freccetta per colpirlo alla testa. Tempia sfiorata e tragedia evitata. Per un soffio. Al pm, però, il giovane raccontando il fatto è tornato a quell'esperienza drammatica, che lo ha segnato irrimediabilmente. Ed è andato con la memoria al 17 ottobre del 2011 quando la madre lo aveva accompagnato nel campetto dell'oratorio montebellunese per giocare una partita a basket con gli amichetti. Poi lo avrebbe perso di vista. E lo aveva ritrovato dietro a una siepe, che piangeva, con la biancheria intima abbassata. Vicino a lui il bambino di 10 anni. Non ci era voluto molto, alla mamma, per capire che qualcosa non andava. Aveva portato il figlio in pronto soccorso e il giorno dopo aveva presentato denuncia, accludendo il referto medico che parlava di 4 giorni di prognosi per presunte molestie a sfondo sessuale.