Dopo il carbone il via libera alla questione energetica con il gas. E in Sardegna parte il pressing per la realizzazione dell’infrastruttura che dovrà portare il metano alle industrie metallurgiche, delle ceramiche e al settore agroalimentare. Non a caso proprio i giorni scorsi i sindacati e la Regione avevano sollecitato il Governo per l’approvazione del Dpcm che riscrive la storia energetica dell’isola.

Il provvedimento prevede un impianto galleggiante di stoccaggio e rigassificazione del Gnl (FSRU) nell’area portuale di Oristano con capacità netta di stoccaggio adeguata a servire il segmento centro-sud industriale e termoelettrico, le utenze delle province di Oristano, Medio Campidano, Sulcis-Iglesiente e Città Metropolitana di Cagliari. Non solo, «nell’ipotesi della riconversione a gas metano della centrale termoelettrica di Fiume Santo - si legge nel dispositivo -, la realizzazione di un FSRU a Porto Torres, con capacità netta di stoccaggio adeguata a servire il segmento nord industriale e il bacino di consumo della Città metropolitana di Sassari».Tra le altre cose anche «un servizio di trasporto del Gnl a mezzo di navi spola dedicate». L’assenza del gas, come indicato dal piano energetico regionale, ha determinato diseconomie par a 430 milioni di euro l’anno.