Brilla la stella di Virginia Libero sul firmamento del Pd. La giovane padovana, laureanda in Giurisprudenza e con un passato da presidente del sindacato degli studenti, è stata scelta come segretaria dei Giovani Democratici. Ed è un ruolo di grande prestigio, che la trasformerà in un volto della politica nazionale. Si dà il caso però che Virginia Libero sia anche candidata alle prossime elezioni regionali nel collegio di Padova, lo stesso dove il Pd candida il vicesindaco Andrea Micalizzi e l’esponente del mondo cattolico Sabrina Doni. È inevitabile che per Vanessa Camani, colei che per cinque anni ha ricoperto il ruolo di capogruppo in Consiglio regionale, la strada si faccia un po’ in salita, visto che comunque Padova potrebbe eleggere soltanto due consiglieri. C’è chi interpreta questa situazione come un nuovo capitolo della guerra tra correnti. Di certo lei ora si sente un po’ accerchiata.
L’ufficializzazione di Virginia Libero come segretaria dei giovani democratici è stata plateale, sul palco della festa de l’Unità di Reggio Emilia, con Elly Schlein che la chiama accanto a lei e la incorona. Tutto intorno esultanza e applausi. Vengono in mente così altre carriere politiche iniziate proprio dalla guida della sezione giovani del partito, una su tutte quella di Giorgia Meloni, che nel 2004 ebbe la meglio su Carlo Fidanza alla presidenza dei giovani di An. Quelle erano certamente altre storie e altre biografie ma anche Virginia Libero viene da una lunga militanza. Ha la tessera del Pd dall’età di 15, ha sempre fatto parte dei movimenti studenteschi, dalle superiori all’università, dove è stata anche in Senato accademico. E poi è arrivata anche la presidenza dell’Udu. Insomma, qualcuno non esiterebbe a definirla una specie di predestinata. Ma tra la folla festante per la sua nomina c’è anche chi probabilmente ora rode un po’ dentro. Tra questi c’è chi è pronto a scommettere che ci sia anche la consigliera regionale Vanessa Camani.






