Un goccia nel mare di difficoltà che avvolge l’edilizia scolastica italiana. È quella rappresentata dalle 12 buone pratiche che Legambiente ha evidenziato nel suo XXV Ecosistema Scuola e che spaziano dall’innovazione digitale alla mobilità sostenibile fino all’efficienza energetica e alle nuove costruzioni.
Nuove scuole
Il primo esempio citato riguarda Bologna la nuova scuola dell’infanzia, temporaneamente denominata “Giardino Pozzati” che ospita 75 bambine e bambini oltre a 21 nella sezione di nido. Realizzata in circa due anni e mezzo nel quartiere Borgo Panigale-Reno: l’istituto è stato progettato con elementi portanti verticali in pannelli in legno (tipologia X-LAM) e orizzontale in elementi di legno lamellare. Il rivestimento esterno e gli impianti installati sono tali da garantire il raggiungimento della classe energetica A4. Dotata di un sistema di raccolta e riuso delle acque piovane, di una vasca di laminazione e di un impianto fotovoltaico da 35 kilowatt, ha spazi valorizzati da arredi e materiali che offrono un contesto organizzato, in modo che le aree di esperienza siano per i più piccoli uno stimolo per incontrarsi e apprendere.
Un altro edificio scolastico che rispetta i più moderni canoni di costruzione è la secondaria di primo grado Giuseppe Lozer di Pordenone. Sismicamente sicura, a impatto energetico bassissimo è dotata di spazi ampi e confortevoli per il benessere di ragazze, ragazzi e insegnanti. Gli spazi interni ospitano fino a circa 525 studenti: 22 aule, 3 aule dedicate ai ragazzi con bisogni educativi speciali (una per ogni piano), una biblioteca, 2 aule di informatica, una di tecnologia, una di arte e alcuni laboratori. Al piano terra si trovano inoltre l’aula insegnanti, un’infermeria, l’archivio, la copisteria e un deposito strumenti. A disposizione di ciascuno studente è stato predisposto un armadietto. L’obiettivo del Comune è di realizzare una palestra assieme all’auditorium con le relative aule di musica e ad una pista ciclabile adiacente alla scuola.








