Cala, a luglio, il debito pubblico.
Come riferisce la Banca d'Italia è diminuito di 14,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3056,3 miliardi. Il calo, spiega l'istituto centrale, riflette l'avanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche (14,2 miliardi), la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (0,2 miliardi, a 46,8), nonché l'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,1 miliardi).
Aumenta invece a giugno la quota del debito pubblico detenuta dagli stranieri. La quota detenuta dai non residenti era aumentata al 33,6% (dal 33,2% dello scorso maggio) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era aumentata al 14,2% (dal 14,1 in maggio). La quota detenuta dalla banca d'Italia, riferita al mese di luglio, "ha continuato a diminuire, collocandosi al 19,5 per cento (dal 19,6 del mese precedente).
In particolare, il debito pubblico posseduto da investitori non residenti è salito a 1032 miliardi a giugno. Di questi i titoli sono pari a 853 miliardi contro i 821 di maggio. Le banche italiane sono salite da 375 a 379 miliardi di cui 342 miliardi in titoli. Gli altri residenti italiani hanno visto un aumento da 429 miliardi a 436 miliardi di cui 390 miliardi (da 383 di maggio) in titoli.






