C’è un modo di viaggiare che cerca lentezza, luce e silenzio, e i “villages” di Forbes 2025 - selezionati con l'aiuto degli esperti di o Unforgettable Travel Company - ne sono l’atlante sentimentale. In cima troneggia Bibury, nel cuore delle sempre più frequentate Cotswolds inglesi, che inaugura una top 10 fortemente europea dove rientrano Hallstatt in Austria e Reine in Norvegia, quindi la coppia olandese Giethoorn e Bourtange, l’iconica Oia a Santorini, il profondissimo fiordo-cittadella montenegrino di Kotor - un paese in rapidissima crescita turistica - e due incursioni extraeuropee che rimettono tutto in prospettiva: Shirakawa-go in Giappone e Batad nelle Filippine. È già qui che si capisce il punto: “borgo” non coincide necessariamente con il nostro immaginario italiano perlopiù medievale e rinascimentale ma abbraccia reti d’acqua, legno e ghiaccio, terrazzamenti di riso e architetture vernacolari.
Le sorprese del Down Under
Subito fuori dalla top 10 il volo continua tra Oceania e Asia minore: Russell in Nuova Zelanda e l'importante sito archeologico Mrauk U in Myanmar introducono atmosfere diverse — marina, coloniale, monastica — prima di rientrare in Europa con Adare in Irlanda, nella contea di Limerick, e Steg nel Liechtenstein. E proprio al quindicesimo posto compare Eguisheim, in Alsazia, un labirinto di travi e vigne che anticipa Manarola, sedicesima e unico borgo italiano in classifica: un dettaglio che vale più come invito a leggere i criteri globali dell'elenco che come motivo di lamentela.






