In una via Carbonara letteralmente blindata dalle forze dell’ordine, con l’accesso vietato a monte, a valle e dalle traverse laterali, mentre tra piazza Cavour e via Foria in traffico impazzisce, una trentina di manifestanti sventola le bandiere palestinesi, espone uno striscione e lancia slogan contro l’ex premier israeliano Ehud Olmert, atteso a Palazzo Caracciolo per il convegno “Falafel e democrazia, il Mediterraneo incontra Napoli”.

L’evento, organizzato da Fondazione Rut, era stato accompagnato dalle polemiche, con il Comune che ha deciso di ritirare il patrocinio e il cambio di location, originariamente prevista a Capodimonte. I timori per la tenuta dell’ordine pubblico rientrano quasi subito e intorno alle 12.30 i manifestanti si trasferiscono sul pontile di Bagnoli. Nel corso del dibattito prendono la parola fra gli altri l’editorialista di Repubblica Maurizio Molinari e, in videocollegamento, Nasser Al-Kidwa, già ministro degli Esteri dell’Autorità Nazionale Palestinese.

Nel suo intervento, Olmert non risparmia critiche all’attuale leadership del suo Paese guidata dal premier Benyamin Netanyahu. «Mi auguro che la guerra finisca oggi, non c’è alcun motivo per continuare l’operazione militare a Gaza. La priorità è far tornare gli ostaggi e solo ponendo fine al conflitto può avvenire, afferma l’ex premier che invita a raggiungere «un accordo affinché vengano liberati tutti gli ostaggi ancora detenuti e i prigionieri palestinesi» e auspica «che forze moderate prendano il controllo d’Israele e che un ente governativo venga nominato dall’Autorità Palestinese per governare Gaza» così da «porre fine a questo conflitto storico, sulla base della soluzione dei due Stati». È la stessa linea suggerita dall’ex ministro e leader del Pd Piero Fassino: «Nonostante il massacro del 7 ottobre e la guerra di Gaza abbiano seminato odio, rancore e spirito di vendetta, resta l’unica soluzione». Fassino scuote il capo dinanzi alla scelta del Comune di ritirare il patrocinio. «È stato un dibattito di straordinario interesse con la presenza di due personalità come Olmert e Al-Kidwa impegnate nell’illustrare una piattaforma di pace che possa rilanciare i due Stati. Dobbiamo promuovere il dialogo, è incomprensibile che il Comune abbia ritirato il patrocinio e qualche relatore abbia scelto di non partecipare. Avrebbe forse avuto un senso - aggiunge Fassino - se al dibattito avessero partecipato sostenitori di Netanyahu, non due persone che contestano l’attuale governo israeliano e la politica di Hamas».