Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Una donna, scomparsa nel 2018, contrasse l'epatite C nel 1978, durante il parto, dopo aver assunto un emoderivato. E a quasi mezzo secolo dai fatti, il marito ed i due figli saranno risarciti dal ministero della Sanità
Aveva a quanto sembra contratto l'epatite C durante il parto, nel lontano 1978, assumendo un emoderivato. La malattia le influenzò negativamente il resto della vita e ne causò a quanto parte anche la dipartita, nel 2018. E nelle scorse ore, a quasi mezzo secolo di distanza dai fatti, i familiari della donna protagonista di questa vicenda che arriva dalla Toscana avranno diritto ad un risarcimento. Lo ha deciso la Corte d’appello civile di Firenze, ribaltando il verdetto di primo grado e riconoscendo al marito e ai due figli della donna il danno subìto: un indennizzo pari a 1.400.000 euro, a carico del ministero della Sanità. Stando a quel che riporta stamani il quotidiano La Nazione, tutto iniziò quarantasette anni fa: in occasione del ricovero per parto presso la Casa di Cura Kraus del capoluogo toscano, alla donna venne somministrato l’emoderivato Partobulin. In seguito a questa assunzione scoprì, negli anni seguenti, di aver contratto l’epatite C. Ma fu necessario del tempo per arrivare ad individuare la causa: già trent'anni fa, nel 1995, la donna presentò istanza amministrativa di indennizzo, convinta però di aver contratto il virus in seguito ad un’emotrasfusione.







