Strade urbane che – anche solo per qualche ora a settimana – si svuotano dalle auto trasformandosi in campi da pallavolo o in enormi “tele” per dipingere. Merano, Ischia, Venaria Reale, Pompei, Viareggio, Marino: sono 198 i comuni chiamati a raccolta dalla Garante dell’infanzia per presentare un nuovo progetto di Play Streets (o Living Streets). Gli obiettivi di “Strade in gioco. Spazi sicuri di incontro e gioco libero in città per bambini e adolescenti” sono molteplici: restituire le strade ai più giovani, liberandole dal traffico, e soprattutto offrire un’alternativa concreta alla dipendenza da smartphone e videogiochi.
Il progetto, che prevederà in totale un finanziamento di 450mila euro, ha limiti precisi: niente aree gioco con altalene e scivoli, nessuna festa o evento occasionale, ma spazi pensati per incontri creativi. Quello che serve sono spazi per il gioco libero, attraverso la chiusura al traffico, anche solo a cadenza fissa, di strade o piazze interne ai quartieri residenziali; installazioni di piccoli arredi urbani, come fioriere, tavoli e casette, per lo scambio di giochi o libri, con decorazioni anche di street art.
In strada arte, giochi e sport
Perché siano luoghi “vivi”, sarà necessario coinvolgere soggetti pubblici o del terzo settore già attivi sul territorio promuovendo anche, ove possibile, forme semplici di consultazione della comunità locale. C'è chi pensa a chiudere le strade, coinvolgendo il vicinato, per convertire l’asfalto in una grande lavagna e stimolare il disegno libero. Chi trasformerà una strada in salita in una pista per gare di macchinine. E chi, invece, vorrebbe tramutare la piazza in un’arena per battaglie di gavettoni, o posizionare, tra un marciapiede e un altro, una rete da pallavolo e proporre tornei in strada.






