Sembrava un randagio come tanti. In realtà, portava con sé un segreto invisibile, inciso sotto la pelle: un microchip che, mesi dopo, lo avrebbe riportato tra le braccia di chi lo amava. Questa è la storia di Lazlo, un gatto che ha vissuto un’odissea durata sei mesi e che ha dimostrato quanto un piccolo gesto possa cambiare un destino.
Una vita sospesa in una stanza d’albergo
Lazlo è arrivato alla Rogue Valley Humane Society, in Oregon, insieme a un altro gatto. L’uomo che li ha consegnati ha detto che si chiamava Blackbarry e che lo aveva preso con sé dopo la morte di un anziano suo vicino di casa, ma che la stanza d’albergo dove si era ritrovato ad abitare non era il posto giusto per due felini. Così, nella speranza di un futuro migliore, ha rinunciato alla loro proprietà, affidandoli al rifugio.
Il segreto
Come da prassi, i volontari hanno passato il lettore di microchip sul corpo di Blackbarry. Sono serviti due passaggi per rivelare una sorpresa: non era un randagio, in realtà si chiamava Lazlo e aveva un microchip abbinato a un numero di telefono attivo. Da qualche parte, qualcuno lo stava cercando. Qualcuno che non aveva mai smesso di sperare. Una telefonata ha rimesso insieme i pezzi: il gatto apparteneva a una famiglia e il messaggio è arrivato fino all’ex marito della donna registrata. Quando ha saputo la notizia, l’uomo è stato descritto come “al settimo cielo”. In appena due giorni, i due si sono ritrovati.






