A ottantun anni, Larry Ellison è diventato per un giorno l’uomo più ricco del mondo. Secondo il Bloomberg Billionaires Index la sua fortuna ha toccato i 393 miliardi di dollari, superando i 385 miliardi di Elon Musk. Mercoledì, in apertura di seduta, le azioni Oracle hanno guadagnato oltre il 40% – il maggior rialzo di sempre per la società – per poi chiudere a +36, 07%. Questo significa che in ventiquattr’ore il patrimonio personale di Ellison è cresciuto di 101 miliardi di dollari. A fine giornata, Musk è tornato in testa, ma solo per un soffio, con un miliardo di vantaggio.

Dietro questi numeri però c’è la storia di un uomo fuori dagli schemi, spesso definito il “cattivo ragazzo” del tech per i modi spigolosi e l’arroganza. Storico rivale di Bill Gates, Ellison possiede ancora circa il 41% del colosso del software aziendale e del cloud computing Oracle, una quota che moltiplica di giorno in giorno il suo patrimonio. Ma al di là dei bilanci, Ellison ha una biografia che lo rende un personaggio da romanzo americano.

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Nato nel Bronx nel 1944 da una madre giovanissima e un aviatore di origini italiane reduce della Seconda guerra mondiale, fu adottato a nove mesi dagli zii materni. A dodici anni scoprì di non essere il loro figlio naturale, ma solo a 48 anni è riuscito a abbracciare per la prima volta la vera madre. Due volte ha tentato l’università, a Chicago e all’Illinois, due volte ha abbandonato senza laurearsi. Da quella parabola irregolare ha preso forma una delle avventure imprenditoriali più straordinarie del nostro tempo: la fondazione, nel 1977, della Software Development Laboratories, che poi diventerà Oracle, partendo da un contratto con la Cia e da un’idea, il database relazionale, rubata a IBM. Da lì, una cavalcata che ha travolto concorrenti come Sybase e Informix, conquistato Apple al fianco di Steve Jobs e assorbito Sun Microsystems, portando MySQL sotto il controllo Oracle.