TORINO. «Cacciare i giornalisti, impedire loro di raccontare ciò che accade è una ferita alla democrazia e a tutto ciò per cui gli attivisti combattono. Capisco le precauzioni, gli inviti a non svelare dati sensibili per evitare sabotaggi; non capisco invece impedire ai giornalisti di fare il proprio mestiere secondo coscienza. L'informazione deve poter essere libera ovunque e nei confronti di chiunque. Questo pur condividendo con la collega de La Stampa che la bontà della missione resta». Così Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, commenta il racconto di Francesca Del Vecchio, che sul nostro giornale ha spiegato di essere stata cacciata da Flotilla.

«Non penso – aggiunge Costante – che un articolo sul giornale possa aver svelato segreti che i servizi italiani o di altri Paesi coinvolti potevano non sapere, soprattutto dopo manifestazioni di piazza con migliaia di persone e dopo il concentramento delle barche avvenuto sotto gli occhi di centinaia di altre. Dalla Fnsi piena solidarietà alla collega Francesca Del Vecchio, e a Flotilla l’augurio di buon vento».

Del Vecchio avrebbe dovuto salpare con la Global Sumud Flotilla per documentare la spedizione verso Gaza. Era stata invitata a partecipare come osservatrice a inizio agosto e aveva accettato, presentandosi a Catania per il training dei partecipanti. «Speravo di poter fare quello che la mia professione comporta: osservare e riferire. Senza addomesticare. Né farsi addomesticare», ha scritto nel suo reportage.