L'idea non è inedita. Tuttavia, un Cavallino che divora sterrati (e non solo) fa sempre notizia. Specie se al volante c'è un pilota come Eugenio Amos, che è pure una delle personalità più smaglianti del panorama automotive italiano. Ma andiamo con ordine, partendo dal dove e dal quando.
La "sua" Africa
Lo scenario (leggasi "campo di battaglia") è quello dell'East African Safari Classic Rally, evento epico che si svolge principalmente in Kenya, con alcune tappe che in passato hanno toccato anche la Tanzania e l'Uganda. A differenza della versione moderna del Safari Rally, che fa parte del WRC e che si svolge su prove speciali chiuse, il Rally Safari Classic si disputa su strade aperte al traffico, il che aumenta la sfida e l'imprevedibilità. Quest'anno la gara si disputerà dal 5 al 15 dicembre. L'ultima edizione, svoltasi nel 2023, aveva visto trionfare proprio Eugenio Amos e il suo copilota Paolo Ceci, a bordo di una Porsche 911. Quest'anno, invece, Amos tenterà la doppietta a bordo di una Ferrari 308, chiamata a correre in quello che molti definiscono come il rally più duro del mondo.
Il passato rallystico della 308
Quella appartenuta al Magnum P.I. del piccolo schermo ha sicuramente contribuito all'aura della Ferrari 308, fra i modelli più iconici di Maranello. Senza contare che la 308 è stata praticamente l'unica auto del Cavallino a essere convertita per l'utilizzo rallystico: il riferimento è alla Michelotto Ferrari 308 Gruppo 4, sviluppata dalla Michelotto Automobili su commissione di Ferrari tra il 1978 e il 1985 per competere nel Gruppo 4 dei campionati rally, ottenendo successi in Europa e campionati nazionali come quello italiano. La vettura si configurava come una trasformazione radicale della versione stradale: era dotata di telaio tubolare, carrozzeria alleggerita di fibra di vetro e kevlar, cambio a innesti frontali e modifiche alla meccanica, al motore e alle sospensioni, con molti particolari ispirati alla Lancia Stratos.







