Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

12 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:55

Comprava e rivendeva auto di lusso, a prezzi ribassati, da due fratelli che aveva giudicato più volte in tribunale, assolvendo uno di loro dall’accusa di favoreggiamento alla mafia. Concessionari-imputati che lo trattavano coi guanti, tanto da concedergli in comodato gratuito, come auto “di cortesia” tra una compravendita e l’altra, nientemento che una Porsche Cayenne. Per questo scivoloso “rapporto d’affari”, risalente a quando prestava servizio a Gela (Caltanissetta), il giudice del Tribunale di Palermo Lirio Conti è stato sanzionato dal Consiglio superiore della magistratura con una (rarissima) valutazione negativa di professionalità. Conti, che da gup condannò il boss pentito Gaspare Spatuzza per la strage di via d’Amelio, era già stato indagato per corruzione a Catania per la stessa vicenda: l’accusa a suo carico era stata archiviata su richiesta del pm, non essendoci elementi per dimostrare il presunto scambio tra i favori e le decisioni giudiziarie. Sul piano disciplinare, invece, se l’era cavata con la perdita di un anno di anzianità. Ora però l’organo di autogoverno delle toghe lo ha colpito con la bocciatura professionale, riservata a meno dell’1% dei magistrati, ritenendo le sue condotte “idonee a riverberarsi in termini negativi sul prerequisito dell’indipendenza“: la sua progressione di carriera e di stipendio resterà quindi bloccata fino alla prossima valutazione, prevista dopo due anni (invece che dopo quattro come di regola). In caso di nuovo esito negativo, la conseguenza sarebbe la radiazione dalla magistratura.