Non solo non avrebbe fatto alcun video né scattato foto, ma non sarebbe stato nemmeno nella stessa stanza con gli altri. E anzi, negli stessi momenti in cui i suoi quattro amici erano con la ragazza, lui sarebbe stato impegnato in una videochiamata con la sua fidanzata, rimasta in Puglia. È così che si difende il più piccolo dei cinque ragazzi brindisini indagati per violenza sessuale di gruppo, per un presunto stupro commesso a Malta, il 22 luglio scorso, ai danni di una 19enne di Conegliano Veneto.
Il ragazzo, 17enne all’epoca dei fatti e per questo indagato dalla Procura dei minori di Lecce, respinge tutte le accuse e sostiene di non c’entrare nulla con questa vicenda. Ma, come fanno anche gli altri amici, sostiene anche che i rapporti sessuali tra i quattro e la giovane ci siano stati, ma siano stati consenzienti. La sua versione, come quella degli altri quattro, sarà confermata agli inquirenti una volta fissato l’interrogatorio, chiesto (ma non ancora ottenuto) dai cinque indagati.










