di
Rinaldo Frignani
Dopo la tragedia di Margaret Spada vorrebbero andare a lavorare in Albania con il certificato di onorabilità professionale. Intanto il chirurgo Picciotti, indagato per la morte di un'altra paziente, continua a operare
In attesa della conclusione delle indagini sulla tragica fine di Margaret Spada, la 22enne di Lentini (Siracusa) deceduta il 7 novembre dello scorso anno in ospedale dopo tre giorni di agonia in seguito a un intervento di rinoplastica nello studio in viale Cesare Pavese, all’Eur, i due chirurghi accusati della sua morte, padre e figlio, Marco Antonio e Marco Procopio, avrebbero chiesto al ministero della Salute un certificato di «good standing» in modo da poter continuare a operare, ma fuori dai confini nazionali, in Paesi extra Ue, come l’Albania. Si tratta di un certificato di onorabilità professionale che consente ai medici di proseguire la loro attività professionale all’estero in quanto appunto certifica presso le autorità locali le capacità del singolo soggetto a svolgere quel delicato lavoro. E sembra a questo punto che anche qualcuno nella clientela dei due medici abbia manifestato l’intenzione di spostarsi dall’altra parte dell’Adriatico per essere seguito.








