Negli ultimi anni il concreto utilizzo del taser si è rivelato sempre più fondamentale per salvaguardare l'efficacia operativa delle Forze di polizia in scenari critici e rendere inoffensivi soggetti pericolosi per il tempo necessario a procedere al loro arresto. Questo giudizio positivo non è contraddetto da recenti episodi di cronaca che hanno, infatti, escluso la riferibilità al taser di eventi letali verificatisi per altre cause". Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, rispondendo al question time della Camera.
"Chi critica l'utilizzo del taser - secondo Piantedosi - deve tener presente che si tratta di uno strumento imprescindibile fornito agli agenti come alternativa all'utilizzo delle armi da fuoco che, in quanto tali, esporrebbero a ben altri rischi sia gli operatori di polizia sia i soggetti coinvolti in situazioni di pericolo. Aggiungo - prosegue - che le Forze di polizia ricevono una formazione specifica, culminante in una abilitazione, relativa ai protocolli operativi, alle modalità di utilizzazione e alle regole di ingaggio, in base alle quali il taser viene usato soltanto dagli operatori abilitati in presenza di soggetti violenti e aggressivi, costituenti un pericolo concreto, immediato e non altrimenti superabile". "In conclusione, quindi - rileva il ministro - l'uso di questo strumento, difensivo e non offensivo, dissuasivo e non repressivo, non deve essere oggetto di polemiche ideologiche, pretestuose e infondate nei confronti dell'operato delle Forze di polizia, perdendo di vista che il primo obiettivo da perseguire è la sicurezza dei cittadini".






