Le autorità federali australiane hanno approvato per la prima volta un vaccino per i koala contro la clamidia, una malattia che sta decimando la popolazione selvatica in buona parte dell’Australia orientale. Il vaccino è stato sviluppato all’Università della Sunshine Coast, a nord di Brisbane, richiede una sola dose e secondo gli scienziati riduce la probabilità che i koala sviluppino sintomi in età fertile e abbassa la mortalità nelle popolazioni selvatiche fino al 65 per cento.

La clamidia è una malattia che viene trasmessa attraverso lo stretto contatto tra individui o durante l’accoppiamento. Quello che interessa i koala è un ceppo di batteri diverso rispetto a quello che può contagiare le persone: negli animali può causare infezioni del tratto urinario, congiuntivite, cecità e infertilità, e spesso è fatale. Di norma i koala infetti vengono curati con gli antibiotici, che però danneggiano la flora batterica che permette loro di digerire le foglie di eucalipto, la loro principale fonte di alimentazione, e quindi può portarli a morire di fame.

Il professore di microbiologia Peter Timms, che ha guidato lo studio per lo sviluppo del vaccino, ha detto che in molte colonie selvatiche nel Queensland e nel Nuovo Galles del Sud il tasso di contagio da clamidia tra i koala si aggira attorno al 50 per cento, mentre in una nel nord dello stato raggiunge quasi l’80 per cento. Il problema è riuscire a individuare, catturare e vaccinare gli animali selvatici, un’operazione difficile e costosa. Per questo ora gli scienziati stanno cercando di ottenere finanziamenti per una campagna vaccinale nazionale.