In Norvegia vincono ancora i laburisti, ma c'è una donna che può dirsi la vera trionfatrice delle ultime elezioni politiche. A fronte di un centrosinistra che si è aggiudicato 89 seggi a fronte degli 80 al centrodestra (per ottenere la maggioranza sono necessari almeno 85 seggi), più che del premier Jonas Gahr Store oggi si parla soprattutto di Sylvi Listhaug, leader del Partito del Progresso, capace di innescare una vera e propria "Maga-ficazione" della destra norvegese spodestando il tradizionale Partito Conservatore, giunto al peggior risultato elettorale degli ultimi 20 anni.
Lo stesso Store, festeggiando, ha dovuto riconoscere l'exploit della rivale: "Questo è un segnale per gli altri Paesi: la socialdemocrazia può vincere nonostante un'ondata di consensi per la destra". Si tratta di capire se Store, che inserirà nella squadra di governo anche l'ex segretario generale della Nato Jens Stoltenberg nelle vesti di ministro delle Finanze, riuscirà a reggere al peso dell'amministrare un periodo storico particolarmente complicato e costellato di bucce di banana, come gli investimenti del fondo petrolifero norvegese, il più grande del mondo, in Israele. La leader dei conservatori, Erna Solberg, ha ammesso la sconfitta annunciando ai suoi sostenitori "un nuovo mandato allo Storting come partito di opposizione".










