"L'attentato di ieri a Gerusalemme ha fatto aumentare la paura nella Città Santa e sono aumentate le difficoltà per chi vive in Cisgiordania, che è stata chiusa ulteriormente da posti di blocco posizionati all'improvviso e dai numerosi check point già presenti al confine con Israele e all'interno della stessa Cisgiordania.
Questa situazione dura da troppo tempo, anche da prima del 7 ottobre 2023 e dopo è peggiorata.
I cristiani della Cisgiordania, e di Betlemme in particolare, lavorano soprattutto nel settore del turismo che chiaramente è in forte crisi a causa della mancanza di pellegrini".
Lo riferisce da Gerusalemme padre Ibrahim Faltas della Custodia di Terra Santa. Il francescano ricorda che dal 7 ottobre sono 185 le famiglie cristiane che hanno lasciato Betlemme, circa settecento persone complessivamente.
"I lavoratori della Cisgiordania che erano riusciti ad ottenere permessi per lavorare in Israele dopo il 7 ottobre 2023 non possono raggiungere Gerusalemme per la situazione che è peggiorata negli ultimi giorni. La Custodia di Terra Santa offre lavoro a insegnanti, operai, impiegati di Betlemme e della Cisgiordania e spesso molti dì loro non possono raggiungere i posti di lavoro a Gerusalemme e in Israele". Padre Faltas ricorda che "certamente la situazione di Gaza è molto grave ma anche a Gerusalemme e in Cisgiordania i cristiani locali vivono un clima di paura, di tensione, di difficoltà a mantenere le proprie famiglie. Questi motivi importanti spingono molte famiglie a lasciare la Terra Santa e tantissime lo hanno già fatto".







