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Gli azzurri perdono la testa, la ritrovano, la riperdono e Tonali firma il 5-4. Troppi gli svarioni e le due autoreti preoccupano
Non basta Moise con Israele. Ci vogliono anche Politano, Raspadori e Tonali per tre punti fondamentali dopo che Kean aveva tenuto in vita l'Italia in una delle partite più rocambolesche nella storia della Nazionale. Due volte in svantaggio gli azzurri, poi avanti di due gol ma ripresi all'ultimo minuto, prima del destro di Tonali in pieno recupero per il 5-4 definitivo, nel pallottoliere pure due autogol. Una sofferenza inaudita per vincere, per tenere viva la speranza Mondiale. Ma servirà ben altro a Rino Gattuso, a partire dalla difesa, per giocarsi davvero la qualificazione.
La vigilia è solo l'antipasto di quello che ci si può aspettare a Udine tra un mese, quando Italia e Israele si ritroveranno di fronte. Lo striscione sotto casa di Gattuso: «Non si gioca con chi uccide i bambini»; Israele in campo con il lutto al braccio per le vittime dell'attentato terroristico a Gerusalemme; i sedicenti tifosi italiani si voltano di spalle all'inno israeliano come l'anno scorso.






