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Il governo italiano teme che dopo i fatti di ieri il percorso negoziale si faccia ancora più difficile. Crosetto: la decisione di fermare la guerra a Gaza è nelle mani di un uomo e si chiama Netanyahu

da Roma

Una "ferma condanna" del brutale attentato terroristico a Gerusalemme e l'auspicio che si arrivi a una "soluzione politica per dare pace e stabilità al Medio Oriente". Con un non detto: il timore che i fatti di ieri inneschino una spirale di ritorsioni e rendano ancora più impervio un percorso negoziale che possa portare a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Una preoccupazione avvalorata dal fatto che Hamas ha subito celebrato come "eroi" i due attentatori palestinesi che hanno ucciso sei persone, mentre Benjamin Netanyahu ha replicato dicendo che "Israele sta combattendo contro il male assoluto" e che "la guerra a Gaza continuerà fino alla distruzione di Hamas".