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Il documento politico della comunità arcobaleno Rieti Lazio Pride 2025: cancellare gli istituti penitenziari perché "espongono le donne trans* alla violenza di genere". Le altre battaglie: fermare "l'ecocidio" a Gaza e tutelare le sex worker
L'ultima feroce battaglia portata avanti dalla galassia Lgbt? Abolire il carcere. In effetti si tratta di una "istituzione maschile, verticale e patriarcale" che viola la dimensione della dignità nell'essere umano. Ed ecco perché nel documento politico del Rieti Lazio Pride 2025 vengono denunciati in toto gli istituti penitenziari, che andrebbero aboliti in quanto mortificano l'identità sessuale "attraverso la sterilizzazione dell’affettività e la segregazione basata sul determinismo e il binarismo dei sessi".
Ma c'è di più: il carcere negli spazi chiusi "espone le donne trans* alla violenza di genere" e invisibilizza le donne e le soggettività queer", ricondotte a un esercizio forzoso dei ruoli di genere. Di conseguenza vengono chieste maggiori tutele per le persone Lgbtqai+ che si trovano in uno stato di privazione della libertà personale. Ma l'appello si rivolge in particolare a favore delle persone trans, non binarie e gender diverse, "che vivono la discriminazione aggiuntiva di non essere riconosciut3 venendo quindi messe costantemente in situazioni di pericolo".






