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Domenica ci sono state diverse manifestazioni in varie città del Brasile in sostegno all’ex presidente Jair Bolsonaro. I manifestanti hanno chiesto l’amnistia per Bolsonaro, che è imputato in un processo per tentato colpo di stato in relazione all’assalto alle istituzioni dell’8 gennaio del 2023 a Brasilia. In particolare Bolsonaro è accusato di aver complottato per impedire a Luiz Inácio Lula da Silva di insediarsi dopo le elezioni presidenziali del 2022. I suoi sostenitori ritengono il processo una «persecuzione politica».

Bolsonaro può essere condannato a una pena massima di 43 anni di prigione, verrà giudicato dalla Corte Suprema brasiliana e il verdetto arriverà entro venerdì. In Brasile è opinione condivisa che verrà condannato.

Le manifestazioni più partecipate sono state a San Paolo e Rio de Janeiro. I manifestanti avevano bandiere del Brasile, maglie gialloverdi della nazionale di calcio (diventate da tempo un simbolo adottato dal movimento di destra) e molte bandiere statunitensi. Un tema ricorrente di slogan, striscioni e cartelli erano infatti i ringraziamenti a Donald Trump e le invocazioni perché il presidente statunitense «risolva la questione».

L’amnistia è una questione molto sentita e dibattuta in Brasile. Fu concessa ai militari dopo la fine della dittatura durata dal 1964 al 1985, che per questo motivo non furono mai perseguiti per i loro crimini. Durante il regime militare molti brasiliani furono arrestati, torturati o scomparvero.