Maria Vittoria Backhaus, una delle sue voci più originali della fotografia - capace di unire reportage, moda e ricerca artistica in un linguaggio ironico, raffinato e sperimentale - è morta all’età di 83 anni nella sua casa di Rocchetta Tanaro (Asti). La notizia ha toccato anche Casale Monferrato che ospitò una sua antologica nel 2023 in città.

«Artista dallo sguardo inconfondibile, capace di attraversare generi, epoche e linguaggi visivi con rara sensibilità, Backhaus ha lasciato un segno indelebile nel panorama dell'immagine contemporanea», ha scritto il sindaco Emanuele Capra.

Nata a Milano e laureata in scenografia teatrale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Backhaus iniziò la sua carriera negli anni Sessanta come fotoreporter. In quel periodo immortalava eventi culturali, politici e musicali, dumentando sul campo il fermento della scena beat italiana, ma incontrando sempre molte difficoltà perché donna. A Milano frequentava il bar Giamaica dove incontrava artisti, fotografi, come Ugo Mulas e Alfa Castaldi, che influenzarono il suo modo di vedere la realtà.

Dagli Anni 70 fino alla prima decade del 2000 collaborò con riviste e pubblicità di moda. «Merito dell’art director Flavio Lucchini e dello stilista Walter Albini che sono stati i primi a convincermi. Con loro ho capito che la moda è una cosa molto seria, difficile e che l’estetica è disciplina», aveva raccontato in una intervista al Corriere della Sera.