Il traffico congestionato delle 10 del mattino, le macchine che si muovono a passo d'uomo, i clacson all'incrocio Ramot a Gerusalemme, come tutti i giorni.
Nel video della dashcam i colpi della mitraglietta interrompono la normalità, bucano i vetri di un bus fermo nell'ingorgo, le persone in attesa alla fermata corrono via all'impazzata, qualcuno urla, qualcuno cade.
Sono tutti ultraortodossi, uomini con il cappello nero, donne a testa coperta, residenti della periferia povera della Città Santa.
Sull'autobus preso di mira e a terra vengono uccisi in sei, altri dodici restano feriti, alcuni sono in gravi condizioni. Due terroristi vengono 'neutralizzati' da un capo della prima squadra ortodossa dell'esercito e un civile religioso armato. Il comandante fa parte della brigata Asmonea, dal nome della dinastia ebraica che governò la Terra d'Israele prima di Cristo. Le vittime sono cadute sotto i colpi di Mohammad Taha, 21 anni, e Muthanna Amro, 20 anni, di due villaggi in Cisgiordania. Mai coinvolti in fatti di terrorismo, ha detto lo Shin Bet. La polizia ha dichiarato di aver recuperato una mitraglietta artigianale, la cosiddetta 'Carlo', una pistola, un coltello e munizioni.
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