VENEZIA - La Regata Storica, tra i momenti della tradizione veneziana più attesi, si è rivelata ieri una vetrina della situazione internazionale, tra appelli rivolti alla flottiglia per Gaza affinché fermi la sua missione prima che possa mostrarsi in tutta la sua pericolosità, messaggi di pace rivolti al confitto russo-ucraino e speranze per un vicino rientro di Alberto Trentini. «Continuo a pensare – ha riferito il sindaco Luigi Brugnaro proprio in merito alla vicenda del cooperante lidense detenuto in Venezuela – che dobbiamo tenere un profilo basso. La diplomazia sta lavorando e bisogna cercare di utilizzare meno parole possibili. Mi sembra evidente che non vediamo l’ora di vederlo a casa, ma si tratta di una tattica». Non è mancato neppure l’impegno civile, che ha visto su una caorlina della remiera Settemari gli “Amici di Alberto” indossare la maglietta con il volto del giovane del Lido. Mentre altri hanno teso sulla gradinata della basilica della Salute un lungo striscione inneggiante alla sua liberazione. Tematiche “calde”, che hanno fatto da sfondo all’appuntamento dell’anno che a Venezia segna la chiusura della stagione remiera, vedendo sfidarsi sia giovanissimi che adulti.
La Regata Storica rema per la pace: dall’Ucraina alla Palestina, al Venezuela per ricordare la detenzione di Alberto Trentini
VENEZIA - La Regata Storica, tra i momenti della tradizione veneziana più attesi, si è rivelata ieri una vetrina della situazione internazionale, tra appelli rivolti alla flottiglia...








