Il colpo di scena arriva alla fine, il sindaco compare quasi di corsa appena sceso dall’aereo che lo ha riportato in Italia dalla missione istituzionale in Argentina. Elly Schlein lo ha atteso qualche minuto, nonostante il suo comizio fosse finito da mezz’ora, seguito dal solito bagno di folla tra selfie e abbracci, e nonostante fosse attesa a Bra. Un breve colloquio all’uscita della Festa dell’Unità, una stretta di mano per i fotografi, discorsi sulle prossime iniziative da intraprendere con i sindaci, dato il ruolo di coordinatore che Stefano Lo Russo ha fra gli amministratori Pd. “Ti ho citato dal palco sai?” abbozza a un certo punto Schlein (che aveva lodato il suo ruolo nel sostegno alle coppie omogenitoriali). “Hai fatto bene - replica il sindaco -, perché qui sono tutti agitati, c’è stata molta agitazione estiva”. Il riferimento è ai veti messi dai 5 stelle torinesi a una sua ricandidatura estiva e alle posizioni di Avs - più nazionali in realtà - che hanno proposto un nome per la città.
La segretaria aveva affrontato il tema due ore prima, appena arrivata in piazza d’Armi, quasi a togliersi il dente con i giornalisti che chiedevano: “Confermo la piena fiducia nel Pd torinese e anche nell’amministrazione torinese”. Non molto in realtà, per chi si aspettava un endorsement con nome e cognome. Ma è irrealistico pensare a un anno e mezzo dalle elezioni comunali che Schlein potesse dire tanto di più. Anche perché a Roma adesso si ha in mente tutt’altro: “Abbiamo appena chiuso le regionali, datemi un attimo di respiro” dice ancora la segretaria.








