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Ultimo aggiornamento: 8:01
di Francesco Miragliuolo*
A mezzogiorno di giovedì si è chiusa la presentazione delle liste per la candidatura a segretario regionale del Partito Democratico della Campania. Alla fine, il nome è uno solo: Piero De Luca, figlio d’arte, scelto dal padre Vincenzo per proseguire la dinastia salernitana. Un accordo costruito senza reale discussione nella base, ma frutto di una resa incondizionata di Elly Schlein, che dopo due anni e mezzo di proclami contro i “cacicchi” ha deciso di affidarsi agli stessi, trasformando la promessa di rivoluzione in una restaurazione. Prima alle Europee, ora alle Regionali, i candidati sono sempre gli enfant prodige dell’era renziana.
Il compromesso è chiaro: Piero De Luca candidato unico, e dunque segretario di fatto; Roberto Fico riceve la benedizione di De Luca padre. Vincenzo De Luca ha del resto dichiarato al Corriere che senza continuità sul suo programma di governo non c’è accordo: una risposta indiretta ma inequivocabile a Sandro Ruotolo, che proprio su questo giornale aveva sostenuto che il “deluchismo” fosse ormai finito. La realtà è che De Luca controllerà le liste del Pd campano attraverso il figlio segretario, e può contare su numerosi fedelissimi inseriti nelle liste dei riformisti.








