Se fosse un qualunque impiegato federale commetterebbe un reato ad ospitare un evento pubblico nella sua proprietà.

Ma in questo caso è il presidente degli Stati Uniti, con il G20, in un golf resort da oltre 600 stanze, di cui 27 suite. Il conflitto di interessi resta ma l'iniziativa di Donald Trump di invitare i leader nel suo resort di Doral, a Miami per il vertice del 14-15 dicembre 2026 non è perseguibile grazie alla sentenza sull'immunità presidenziale emanata dalla Corte Suprema l'anno scorso. Non solo, a quasi un anno di distanza dal summit con la guerra in Ucraina ancora lontana dalla fine e i rapporti con la Cina tornati tesi dopo l'incontro con India, Russia e Corea del Nord a Pechino, il presidente americano ha pure avanzato la proposta di accogliere negli Stati Uniti Vladimir Putin e Xi Jinping.

The Donald ha annunciato che il G20 sotto la presidenza americana sarà ospitato nella sua città d'adozione assieme al sindaco di Miami Francis Suarez. A fine luglio Cnn e Bloomberg avevano rivelato le intenzioni del presidente che già nel 2020 aveva ventilato l'ipotesi organizzare il vertice del G7 nello stesso resort di Doral. Alla fine cambiò idea dopo l'ondata di indignazione - anche all'interno del partito repubblicano - per i timori di un potenziale conflitto d'interesse. Questa volta Trump vuole andare fino in fondo. "Tutti lo vogliono lì, è un bel posto, è vicino all'aeroporto, è la miglior location", ha dichiarato il commander-in-chief sottolineando che non c'è nessun conflitto d'interesse e che non ci avrebbe guadagnato "niente". Anzi, secondo il tycoon, sarà quasi un danno per il complesso poiché dicembre in Florida è alta stagione. "È il mese più affollato", ha detto Trump. "Non si riesce a trovare una camera in Florida a dicembre in quella zona".